Avviare un business nella produzione video: 3 errori che forse stai già facendo

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Hai deciso: vuoi trasformare la tua passione per il video storytelling in un vero e proprio lavoro. Ottimo! Il video è il futuro del content marketing, e non c’è momento migliore per avviare un business in questo settore.

C’è però un rischio nella scelta di lavorare come videomaker, lo stesso che ricorre nella maggior parte dei lavori che hanno a che fare con la creatività: potresti infatti focalizzarti solo sugli aspetti più artistici e gratificanti del tuo lavoro, trascurando le competenze strategiche, di management, di vendita e di customer relationship che servono a costruire un business profittevole e a renderlo sostenibile nel lungo periodo. Questo succede di solito a chi è all’inizio della propria carriera, ma può occasionalmente capitare anche a professionisti navigati.

Entriamo nel merito dei 3 errori più comuni nella produzione video, e vediamo come risolverli.

  1. Pensi che il successo dipenda dall’attrezzatura

Di questi tempi, chiunque può procurarsi una video camera digitale, microfoni, treppiedi, luci e altri gadget all’avanguardia. Ma nessun prodotto di alta fascia può sostituire le competenze tecniche, creative e di comunicazione, né tantomeno rimpiazzare un piano solido su come monetizzare i contenuti video.

In altre parole, non pensare che il telefono comincerà a squillare e i soldi ti pioveranno addosso soltanto perché hai investito in strumenti costosi, o perché hai messo online un portfolio fighissimo. Dovrai spendere tempo e denaro per promuovere il tuo business e coltivare la relazione con i tuoi clienti.

Ricordati anche che i brand usano i video per comunicare e creare una connessione con i propri clienti, e che il tuo lavoro consiste nel creare contenuti coinvolgenti che i marketer vogliono comprare e le persone desiderano guardare. Per fare questo, ti servono buone idee e una profonda conoscenza del tuo target e della sua audience di riferimento – molto più di quanto ti serve un’attrezzatura dispendiosa. Se non hai grandi risorse, non scoraggiarti: i limiti stimolano la creatività!

  1. Non vuoi scendere a compromessi

Come videomaker, sei probabilmente appassionato ad un genere specifico, e potrebbero esserci degli argomenti che sono più nelle tue corde. Se da un lato è importante che tu faccia quello ti piace per mantenere alta la motivazione e rendere il lavoro piacevole, devi trovare un modo per ripagare le tue passioni (bollette, collaboratori, e il tuo tenore di vita in generale). Ad esempio, potresti supporre che dei lungometraggi sul riscaldamento globale interessino a molte persone, ma non dovresti dedicare tutto il tuo tempo ad un unico tipo di video, pensando che qualsiasi brand sia disposto a pagare per averlo. Non avere paura di diversificare, specialmente all’inizio: sperimentando con diversi generi di video potresti scoprire o sviluppare nuovi punti di forza, diventerai un videomaker più esperto e riuscirai a mettere da parte dei soldi per i tuoi progetti personali.

  1. Non conosci il mercato

A chi stai vendendo? Chi sono i tuoi concorrenti? Cosa ti distingue dagli altri, e come puoi sfruttare questa caratteristica per guadagnare di più? Come puoi vendere video online? Quali sono gli ultimi trend in fatto di video marketing?

Saper rispondere a queste domande è quello che distingue un videomaker professionista da un dilettante. E tenerti al passo con l’evoluzione del video marketing ti aiuterà ad affrontare la concorrenza.

 

Sappiamo che tutto questo suona come un sacco di lavoro – e lo è, in effetti.


La buona notizia è che in ambito digital stanno emergendo moltissime opportunità per i videomaker che vogliono raggiungere nuovi clienti e monetizzare progetti video velocemente e in modo economicamente efficace. Mosaicoon è una di queste opportunità.

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